L’intolleranza al lattosio è dal punto di vista filogenetico la condizione di normalità negli adulti

Il lattosio è un disaccaride composto da una molecola di glucosio e una di galattosio uniti insieme con legame beta-glicosidico. E’ sintetizzato dalle ghiandole mammarie e rappresenta il principale zucchero del latte di quasi tutti i mammiferi. Il lattosio svolge un ruolo fondamentale per la sopravvivenza di lattanti e mammiferi durante la loro prima fase di vita. In seguito, quando vengono preferite altre fonti di nutrimento, l’enzima respon­sabile della scissione del lattosio, la lattasi,  regredisce poiché il latte non è più un nutriente indispensabile.

I livelli di lattasi nell’intestino sono massimi alla nascita ma dopo lo svezzamento subiscono una graduale e progressiva riduzione nella maggior parte dei mammiferi (fino al 75-90% dell’enzima).

Nel caso di intolleranza al lattosio, l’enzima digestivo lattasi, prodotto dalle cellule dell’intestino tenue, non viene più prodotto a sufficienza. Questa carenza enzimatica comporta che nell’intestino tenue il lattosio non può più essere scisso nei due componenti zuccherini di cui è costituito, il glucosio e il galattosio. Il lattosio raggiun­ge quindi l’intestino crasso senza essere stato digerito e lì viene fermentato dai batteri. Questo processo porta alla formazione di gas e richiama acqua nell’intestino crasso, ciò che provoca i tipici sintomi dell’intolleranza al lattosio.

Attenzione: L’intolleranza al lattosio non va confusa con  l’allergia alle proteine del latte vaccino e neppure con il deficit congenito di lattasi.

La diminuzione dei livelli di lattasi è la condizione ancestrale ed è comune a tutti i mammiferi. Nelle popolazioni del nord Europa però il latte ha rivestito e riveste  un ruolo importante come fonte di sostentamento. Per questo motivo, una variante genetica che causa la persistenza della produzione della lattasi anche in età adulta è stata avvantaggiata ed è diventata molto comune.

I popoli meno esposti al consumo di latte (soprattutto Estremo Oriente, Sudamerica, Africa e Europa del sud) mostrano invece una percentuale molto elevata di intolleranza al lattosio (vedi figura).

In Italia il deficit di lattasi interessa in media il 40-60% della popolazione con punte di 70% in Sicilia. In Svizzera circa 1/5 della popolazione è intollerante al lattosio. 

La maggior parte delle persone con intolleranza al lattosio conserva comunque un’attività residua della lattasi e può quindi introdurre quantità limitate di lattosio nella propria dieta senza che insorgano dei sintomi. Particolarmente adatti sono il formaggio e  lo yogurt, poiché durante il processo di fermentazione la maggior parte delle molecole di lattosio vengono smantellate.

 

distribuzione mondiale intolleranza lattosio 

intolleranza al lattosio

Fonte: Rainer Zenz

 

Il test genetico dell’intolleranza al lattosio consiste nell’analisi della variante nucleotidica in una regione di controllo del gene della lattasi: LCT -13910 C>T.

Il genotipo CC è associato all’intolleranza.

Il genotipo TT e il genotipo CT sono associati alla tolleranza al lattosio.

 

Quando viene richiesto il test

meteorismo, addome meteoritico, flatulenza (gas), mal di pancia, crampi addominali, diarrea o feci molli, nausea, vomito.

Sintomi sistemici

mal di testa, disturbi della concentrazione, stanchezza cronica, dolori muscolari, dolori articolari, disturbi del ritmo cardiaco, afte (vescicole febbrili in bocca o sulle labbra).

 

Tolleranza al lattosio e infertilità

Essendo l’intolleranza al lattosio la condizione “normale” nel genere umano adulto, non stupisce che questa intolleranza non crei nessun problema di infertilità.

È invece ben descritto in letteratura che il galattosio, uno  degli zuccheri che si forma dalla digestione del lattosio tramite la lattasi, è tossico per l’ovaio e per una corretta maturazione degli ovociti.

Donne con desiderio di concepimento, che consumano molto lattosio e con persistenza dell’enzima lattasi (test genetico con genotipo TT o CT), dovrebbero misurare la concentrazione di galattosio nel sangue ed eventualmente ridurre l’apporto di lattosio già 3-6 mesi prima del concepimento. 

 

Analitica

Prelievo: 5 ml sangue EDTA

Tempi: 10 giorni